IL DISCORSO INIZIA DOPO IL MINUTO 4.

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Una opportuna aggiunta al video:

La ricerca del profitto, del benessere, dell’automiglioramento e del piacere sono concetti estremamente lodevoli. Se Tizio dice: «io voglio guadagnare tanti soldi», oppure:  «voglio raggiungere una posizione di prestigio in conseguenza delle mie attitudini», la cosa si rivela eticamente inappuntabile.
Se invece non si rispetta nemmeno minimamente l’etica, neanche in maniera creativa ed in senso lato, la cosa è biochimicamente comprensibile, date alcune premesse scientifiche, ma al contempo sussistono notevoli elementi di pericolosità.
Ossia: lì dove si inganna senza scrupolo alcuno, risulta poi semplicissimo essere a propria volta ingannati.
Noi costantemente abbiamo necessità di affidarci ad altre persone, e mi sembra evidente che, sebbene esistano tutele e precauzioni con le quali possiamo salvaguardarci, nulla sarà mai tanto efficace quanto l’interagire con individui adeguatamente umani.
E personalmente esprimo queste idee nonostante gli elementi di particolarità che mi contraddistinguono.

La trascrizione approssimata del mio discorso:

Cari amici,

non so se voi siate degli individui sempliciotti, come quelli che traggono le loro deduzioni con la logica che invece dovrebbe appartenere ai bellissimi, sexyssimi bambini di quinta elementare, dotati di καλός, emanatori del bello, così come la storia dell’arte ci dimostra. E dunque vi informo che sareste dei bambini a dedurre che le sventure non spettano ad una certa categoria di persone. Ecco: quale barzelletta, signori, quale barzelletta! Non sapete quante cose potrei raccontarvi, nei dettagli più estremi, per convincervi del contrario!
Eppure il mio agire è sempre stato limpido sotto ogni prospettiva.

Ho sentore che ultimamente siano intervenuti alcuni ennesimi fattori di sabotaggio contro di me, i quali hanno seminato irrazionalità e convinzioni erronee, soprattutto al riguardo della mia persona.
I latini avevano un’espressione, fumus persecutionis, per riferirsi alla parvenza di persecuzione. Sinceramente vorrei tanto potere adoperare al riguardo di me stesso questa espressione. Vorrei, ma non posso.
Non posso perché se dovessi raccontarvi tutte quelle cose che non mi interessa nemmeno raccontare e che tuttavia sono accadute, probabilmente faremmo notte, come si dice in italiano, cioè impiegheremmo età… geologiche!
Altro che fumus persecutionis! Perciò devo rispondere a coloro che mi hanno accusato di mancanza di propensione al dialogo, oppure di atteggiamento per così dire vivace o selvaggio.

Ciò che è veramente selvaggio, signori, è questo mondo, e non potrete mai convincermi del contrario. E un mondo selvaggio chiaramente giudica selvaggio ciò che invece è evolutissimo.

Cari signori, se fossi una persona normale probabilmente oggi non sarei su questa terra, l’avrei abbandonata all’età di 9 anni circa, e non mi dilungo nello spiegare perché e percome. E dunque, amici cari, personalmente oggi apprezzo infinitamente il mio avere una marcia in più, il mio possedere una tempra resistentissima, titanica, il disporre di doti e talenti che una persona normale effettivamente non ha.

E qui mi viene da pensare a tutti gli individui che nel corso della storia con le loro vite hanno dato lustro all’umanità attraverso i frutti del loro ingegno. Parlo di poeti, scrittori, politici, scultori, pittori, scienziati, medici, politici, ballerini, interpreti, eccetera eccetera.
Penso sia opportuno e adeguato il citarli perché sono convinto che si debba sempre ispirarsi alle persone migliori di noi, e non a quelle peggiori.
Probabilmente queste persone sono state migliori di me, ma ognuno ripeto ha la sua, per così dire, natura, e ognuno deve agire con le carte che gli distribuiscono alla nascita. Tuttavia la mia convinzione è che tante persone, se facessero loro la domanda: «vuoi essere una persona ordinaria, oppure vuoi possedere delle abilità, attitudini, propensioni particolari?», risponderebbero: «voglio possedere delle caratteristiche particolari!», e magari aggiungerebbero: «però la cosa più importante che desidero sarebbe quella di poter tutelare adeguatamente i miei interessi e le mie volontà», e questo è condivisibile.

Voglio aggiungere poi un’altra fondamentale considerazione di cui sono convinto e che mi sembra opportuno esprimere qui per motivi personali: ogni caratteristica oppure ogni invenzione che appartiene all’umanità può essere utilizzata male, oppure così così, oppure bene. Il fatto che sembra che di qualcosa sia stato fatto un uso pessimo non esclude che se ne possa invece fare uno molto migliore.
Lo dico perché ho sperimentato personalmente i vantaggi della mia fibra indistruttibile, ma anche dei miei doni, dei miei talenti, delle mie abilità. Signori, sono intimamente contento di essere gay al 99%, ma ammetto che se fossi bisessuale sarei maggiormente contento.

Sono contento pure di essere una persona che ha ricevuto il dono dell’etica. La mia etica oggi non è di tipo utopistico e irrealizzabile, ma è calata invece nei limiti del concreto e del fattibile. Il circostante, signori cari, non è una botteguccia piccolina che vende scarpe (una volta ce n’erano tante!) che magari possiede un proprietario il quale essenzialmente può fare quello che vuole.
Nel circostante ci sono tantissimi fattori che intervengono — fattori complicatissimi, complessissimi — e di questi fattori bisogna tenere adeguatamente conto, ossia bisogna considerare gli interessi, le volontà, le propensioni, le esperienze di ciascun individuo.
Tra l’altro purtroppo il mondo oggi è popolato anche da persone che purtroppo sono vittime di avere biochimicamente alcuni limiti molto forti, ad esempio quello di non possedere sufficiente etica e sufficiente empatia. Sicuramente questa sarebbe la cosa più importante da correggere, e già solo correggendo questo si avrebbero dei miglioramenti immani.
Oggi le mie posizioni in conseguenza di ciò sono complesse ed articolate. Però ad esse si accompagna l’idea che i soldi fanno girare il mondo, e quindi le prediche da sacrestia non potrebbero mai avere effetti sufficienti, e non sarebbe razionale pensare che le cose andassero diversamente.

Ecco: la verità, signori, è che io ho le idee molto chiare al riguardo di ciò che voglio, ma al contempo ci sono degli elementi di conoscenza in merito alle volontà altrui, ma anche al riguardo di altri dettagli, di cui non dispongo e che sono essenziali per prendere alcune decisioni, oppure prenderne altre.

Tuttavia le cose più importanti che voglio dire sono queste:

Ripeto che sono intimamente gay, potrei dire che sono un gay italiano, anche se qualcuno trova quest’espressione comica, probabilmente alla luce del carattere cosmopolita che l’omosessualità racchiude in sé stessa.
Però sono convinto che la mia cosiddetta natura particolare mi consenta di apprezzare a pieno la mia sessualità. Non potrei apprezzare a pieno la mia sessualità se fossi un individuo per così dire banale e comune.
Sinceramente, anche se al momento non ho davvero voglia di far sesso, tuttavia è possibile che prima o poi, senza nessuna fretta, lo rifaccia, soprattutto in presenza di uomini di tutte le età suppergiù carini.
La dimostrazione della soppressione del mio riflesso orofaringeo o del mio apprezzare il sesso anale è davvero semplicissima da darsi, all’occorrenza.

Un’altra idea: dopo alcune esperienze effettivamente accadute, oggi avverto la necessità di tutelare me stesso profondamente, estremamemente, completamente, seguendo i dettami esclusivi della mia discrezionalità, a prescindere poi da quello che le forze dominanti finiscano con lo stabilire riguardo a dinamiche universali. Parlo esclusivamente di me stesso, non degli altri, e mi arrogo addirittura la presunzione di volere massimamente, estremamente, a modo completamente mio, tutelare me stesso, soprattutto alla luce di certi avvenimenti.
Inoltre in conclusione sono davvero tranquillo, ho un umore pacatissimo: pensate che non ho nemmeno bisogno di dormire o di respirare per sentirmi tranquillo o riposato!

Signori cari, io obbedisco alla nozione di “interesse essenziale” . Che cosa voglio dire? Che se ritengo che qualcosa sia un mio interesse essenziale, è chiaro che tra il non avere nulla e il non avere quell’interesse essenziale è preferibile non avere nulla, perché l’interesse essenziale per sua natura racchiude in sé stesso il tutto. E quindi non avendo il tutto si finirebbe ugualmente col non avere nulla di rilevante.
Non so se sono riuscito ad esprimere questo concetto sia filosofico che pratico.

Rivolgo infine un augurio a me stesso e a voi: quello di poter disporre di un umore così sereno e pacato anche tra cento anni. Lo auguro anche a voi.
Io non ho nessuna fretta e la mia natura filosofica mi consente di considerare i secoli come equivalenti ai giorni, e i limiti come strumenti molto efficaci di miglioramento e di raggiungimento della elevazione del Sé.