Il mio sistema filosofico
La raggiungibilità della conoscenza
Il problema della comunicazione

L’amore

Ci potremmo domandare:

1) se l’amore esista

2) se sia una menzogna

3) chi ne possa essere oggetto

Se l’amore esista

Al di là delle ovvie considerazioni di matrice sociologica, dovremmo attestare che nel córso della storia l’agire di alcune persone si è rivelato estremamente altruista.
A titolo di paradigma sarebbe pertanto appropriato citare quei genitori che effettivamente hanno sacrificato o arrischiato l’esistenza a vantaggio della prole.
Sicuramente comunque non sono mancati casi in cui tali comportamenti sono appartenuti a coppie.
Naturalmente sarebbe legittimo obiettare che questi individui siano stati motivati da ragioni di tipo convenzionale o eterodosso, tuttavia ritengo improbabile che codesti fattori in sé generalmente possiedano la forza di indurre atti straordinari.
La risposta è dunque affermativa, ma incorpora in sé un importante distinguo.
Difatti concludere che qualcosa sia connaturato a questo mondo non equivale punto ad affermare né che appartenga a tutti, né che si tratti di un’esperienza ordinaria.

Se sia una menzogna

L’amore dà luogo ad una percezione alterata del circostante con un sovvertimento delle classi di importanza, e dunque può assimilarsi almeno parzialmente ad una menzogna. Ciò nonostante si tratta di una menzogna che talvolta si dimostra limitatamente autoavverante: è cioè possibile che gl’individui che ne sono oggetto finiscano con il credervi e regolare di conseguenza il comportamento.
In ogni caso sarà però importante specificare che la rabbia, l’ebbrezza, il sonno, l’orgoglio etc. sono parimenti fattori che innescano un elemento di modificazione nel percepire, il quale del resto non può mai essere completamente imparziale.

Chi ne possa essere oggetto

La natura generalmente si incarica di scatenare alcune sensazioni lì dove presente che vi possa essere una valida ragione per farlo — ad esempio con il fine di garantire la perpetuazione della specie od il raggiungimento del piacere.
Potenzialmente, comunque, tale reazione potrebbe avvenire in una infinità di circostanze, ragion per cui qualcuno sarebbe addirittura in grado d’innamorarsi del suo gatto, dei fiori che annaffia, o dell’apparecchio televisivo.
Tralasciando tuttavia i giudizi di valore in merito alle singole ipotesi (i quali finirebbero talvolta con l’esprimere uno stigma), sembra però appropriato comparare il suddetto fenomeno ad altre reazioni fisiologiche. Ed a mio giudizio il paragone maggiormente calzante potrebbe tracciarsi con la sete, la quale può in effetti essere appagata in svariati modi che però non sono tra loro identici.
Ed ecco dunque che bere del fango sarà riconosciuto come meno soddisfacente rispetto al centellinare dell’acqua o del vino pregiato.